La formazione è cammino che unisce insegnanti e alunni
- Idi di Marzo

- 2 nov 2025
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Papa Leone XIV, il 30 ottobre 2025, è intervenuto al Giubileo del mondo dell’educazione parlando agli studenti (testo integrale) e riprendendo molti dei concetti e delle sfide educative che sono al centro della Lettera Apostolica "Disegnare nuove mappe di speranza” pubblicata il 28 ottobre scorso (a sessanta anni dalla "Gravissima educationis" di Papa Paolo VI), ha richiamato le tre sfide cui sono chiamati i giovani.
La sfida dell’educazione alla vita interiore di cui è stato maestro Sant’Agostino: “educare alla vita interiore significa ascoltare la nostra inquietudine, non fuggirla né ingozzarla con ciò che non sazia. Il nostro desiderio d’infinito è la bussola che ci dice: “Non accontentarti, sei fatto per qualcosa di più grande”, “non vivacchiare, ma vivi”.
La sfida della pace: “non basta, infatti, far tacere le armi: occorre disarmare i cuori, rinunciando a ogni violenza e volgarità. In tal modo, un’educazione disarmante e disarmata crea uguaglianza e crescita per tutti, riconoscendo l’uguale dignità di ogni ragazzo e ragazza, senza mai dividere i giovani tra pochi privilegiati che hanno accesso a scuole costosissime e tanti che non accesso all’educazione”
La sfida dell’educazione al digitale e dell’intelligenza artificiale. “Voi ci vivete dentro, e non è un male: ci sono opportunità enormi di studio e comunicazione. Non lasciate però che sia l’algoritmo a scrivere la vostra storia! Siate voi gli autori: usate con saggezza la tecnologia, ma non lasciate che la tecnologia usi voi. Educatevi ad umanizzare il digitale, costruendolo come uno spazio di fraternità e di creatività, non una gabbia dove rinchiudervi, non una dipendenza o una fuga. Anziché turisti della rete, siate profeti nel mondo digitale!”
Il riferimento specifico dei documenti richiamati non è all’educazione in generale ma all’educazione cristiana. Questo non vieta, tuttavia, di cogliere gli elementi che il messaggio di Papa Leone propone come questioni aperte e chiave per l’educazione in quanto tale.
Tra queste ci piace portare l'attenzione su alcuni passaggi:
“Oggi, nei nostri contesti educativi, preoccupa veder crescere i sintomi di una fragilità interiore diffusa, a tutte le età” (...) “non possiamo chiudere gli occhi davanti a questi silenziosi appelli di aiuto, anzi dobbiamo sforzarci di individuarne le ragioni profonde”. (...) “L’intelligenza artificiale, in particolare, con la sua conoscenza tecnica, fredda e standardizzata, può isolare ulteriormente studenti già isolati, dando loro l’illusione di non aver bisogno degli altri o, peggio ancora, la sensazione di non esserne degni” (...)
“Il ruolo degli educatori, invece, è un impegno umano, e la gioia stessa del processo educativo è tutta umana”. “Danneggiare il ruolo sociale e culturale dei formatori è ipotecare il proprio futuro, e una crisi della trasmissione del sapere porta con sé una crisi della speranza”, (...) “una difficoltà attuale delle nostre società è quella di non saper più valorizzare a sufficienza il grande contributo che insegnanti ed educatori danno, in merito, alla comunità”.
Parole su cui riflettere con pacatezza ma con decisione.



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